Autor: fpioli_admin

  • I Maccheroncini di Pietro e la loro storia

    I Maccheroncini di Pietro e la loro storia

    La Sagra dei Maccheroncini

    La Festa Nazionale dei Maccheroncini di Campofilone IGP è stata istituita nel 1964 e da allora celebra la famosa pasta all’uovo del borgo medievale di Campofilone. L’evento attira ogni anno migliaia di visitatori e unisce degustazioni, musica, intrattenimento e mercatini di artigianato.

    Durante le nostre vacanze abbiamo avuto più volte l’opportunità di partecipare alla Sagra dei Maccheroncini. Per me è una tradizione particolarmente bella, che ogni anno ridona vita a Campofilone.

    Il centro storico e gran parte degli abitanti vi prendono parte. Già attraversando le porte della città si viene accolti da un delicato e invitante profumo di sugo.

    Più ci si avvicina al centro storico, più il visitatore si rende conto dell’importanza che questa specialità locale ha per Campofilone. Quasi ovunque si vedono maccheroncini appesi ad asciugare. Ovviamente, gli abitanti non perdono l’occasione di offrire ai visitatori la loro specialità anche per l’assaggio.

    Nelle Marche ci sono molte sagre.

    La Sagra dei Maccheroncini è però una delle più belle, perché non solo mette la pasta al centro, ma mostra anche molte diversità del borgo di Campofilone.

    La storia dei Maccheroncini

    La storia dei Maccheroncini di Campofilone IGP è strettamente legata a vecchie tradizioni popolari, tramandate di generazione in generazione.

    L’abilità e l’ingegno delle donne di Campofilone hanno avuto un ruolo decisivo. Dalla necessità di rendere i cibi più duraturi è nata una forma particolare di pasta all’uovo. La pasta fresca poteva essere conservata solo per breve tempo. La pasta secca, invece, poteva essere conservata più a lungo e utilizzata quando serviva.

    Tuttavia, essiccando strisce di pasta tagliate grossolanamente, emergeva un problema: l’impasto tendeva ad arricciarsi con l’aria e a rompersi facilmente. Per questo si è iniziato a stendere l’impasto sempre più sottile e a tagliarlo in strisce molto fini.

    Già nel 1400 i maccheroncini erano menzionati come una prelibatezza. Ci sono riferimenti nei documenti storici, tra cui quelli legati all’abbazia di Campofilone, in scritti del periodo del Concilio di Trento e nei ricettari di varie famiglie nobili.

    All’inizio del XX secolo, le casalinghe e i ristoratori di Campofilone hanno cominciato sempre più a servire i caratteristici maccheroncini lunghi e particolarmente sottili.

    Zona di produzione

    La zona di produzione dei Maccheroncini di Campofilone IGP è limitata al territorio del comune di Campofilone, nella provincia di Fermo, nelle Marche.

    Questo stretto legame con il luogo di origine è molto importante. Aiuta a preservare le caratteristiche particolari del prodotto, le tecniche tradizionali di lavorazione e il forte rapporto con la cultura locale.

    Gastronomia – versatile e ricca di tradizione

    Tradizionalmente i Maccheroncini di Campofilone vengono serviti con un ricco ragù di carne e spesso cosparsi di pecorino.

    Tuttavia, grazie alla vicinanza di Campofilone alla costa adriatica, sono nate anche numerose varianti con pesce e frutti di mare.

    La finezza della pasta la rende molto versatile. Si adatta sia a sughi semplici sia a quelli più elaborati.

    Particolarmente interessante è il fatto che i Maccheroncini, grazie al loro ridotto tempo di cottura, in alcune preparazioni possono essere cotti direttamente nel sugo, senza essere prima bolliti separatamente in acqua.

    Commercializzazione

    I Maccheroncini di Campofilone IGP vengono tradizionalmente venduti in scatole, nelle quali gli strati di pasta sono sistemati su fogli di carta.

    Esistono diverse dimensioni di confezione per clienti privati e per la ristorazione.

    Anche il particolare confezionamento fa ormai parte dell’aspetto distintivo di questa specialità, tanto quanto la sua forma lunga e il taglio sottile.

    Puoi scoprire di più su Pietro De Carlonis, Pasta DC e i prodotti attuali sul sito ufficiale di Pasta DC.

  • Tradizione famigliare

    Tradizione famigliare

    Il mio primo contatto con Pasta DC

    Alla ricerca di un partner adatto per il mio progetto „Piacere dalle Marche“, in cui le aziende familiari tradizionali sono particolarmente importanti per me, ho visitato uno dei negozi di Pasta DC a Porto San Giorgio – senza preavviso e senza appuntamento. La presentazione della pasta fresca e della pasta secca era più che appetitosa, e il negozio era pieno di clienti.

    Nonostante il Negozio era pieno di Clienti, le commesse sono state molto gentili e disponibili. Ho dovuto aspettare circa mezz’ora prima di poter esporre la mia richiesta. Alla fine, però, la mia visita è stata un vero successo: ho ottenuto il numero di telefono della signora Verusca De Carlonis – e quindi il contatto diretto con la famiglia.

    Enzo De Carlonis – Calciatore e Pastaio

    La storia della famiglia De Carlonis è strettamente legata alla loro terra d’origine. Enzo De Carlonis pose le basi dell’impresa familiare e trasformò una piccola bottega in Via Tombolini in un’azienda che, con le sue paste all’uovo, si fece un nome ben oltre Campofilone.

    Enzo De Carlonis era un maestro pastaio – un maestro della pasta, il cui lavoro era caratterizzato da passione, esperienza e profondo legame con la sua terra. Questo patrimonio artigianale vive oggi in Pietro De Carlonis e nella sua PastaDC.

    Da PastaDC la tradizione non significa solo preservare vecchie ricette. Molte cose si trasmettono guardando, facendo esperienza e lavorando ogni giorno. Come si legge nei documenti: alcune cose non si possono semplicemente insegnare – si passano di mano in mano e di generazione in generazione.

    Pietro porta avanti oggi questa tradizione familiare a modo suo. La sua esperienza non si vede solo nelle ricette, ma soprattutto nel senso del momento giusto, nella consistenza dell’impasto e nella qualità delle materie prime. Questa conoscenza si costruisce negli anni – attraverso lavoro, osservazione e memoria.

    Tutto inizia in un campo, con una spiga, con una mano che conosce il lavoro

    I maccheroncini di Pietro

  • Familientradition – PastaDC

    Familientradition – PastaDC

    Mein erster Kontakt mit Pasta DC

    Auf der Suche nach einem geeigneten Partner für mein Projekt „Genuss aus den Marken“, bei dem mir traditionelle Familienbetriebe besonders wichtig sind, besuchte ich eines der Geschäfte von Pasta DC in Porto San Giorgio – unangekündigt und ohne Termin. Die Präsentation der frischen Pasta und der Pasta secca war mehr als appetitlich, und das Geschäft war voller Kunden.

    Trotz des großen Andrangs waren die Verkäuferinnen sehr freundlich und hilfsbereit. Ich musste mich etwa eine halbe Stunde gedulden, bevor ich mein Anliegen vorbringen konnte. Am Ende wurde mein Besuch jedoch zu einem vollen Erfolg: Ich erhielt die Telefonnummer von Frau Verusca De Carlonis – und damit den direkten Kontakt zur Familie.

    Enzo De Carlonis – Fußballer und Pastaio

    Die Geschichte der Familie De Carlonis ist eng mit ihrer Heimat verbunden. Enzo De Carlonis legte den Grundstein für den Familienbetrieb und entwickelte aus einer kleinen Bottega in der Via Tombolini ein Unternehmen, das sich mit seiner Eierpasta weit über Campofilone hinaus einen Namen machte.

    Enzo De Carlonis war ein maestro pastaio – ein Pasta-Meister, dessen Arbeit von Leidenschaft, Erfahrung und tiefer Verbundenheit mit seiner Heimat geprägt war. Dieses handwerkliche Erbe lebt heute in Pietro De Carlonis und seiner Pasta DC weiter.

    Bei Pasta DC bedeutet Tradition nicht nur, alte Rezepte zu bewahren. Vieles wird durch Zuschauen, Erfahrung und tägliche Arbeit weitergegeben. Wie es in den Unterlagen heißt: Manche Dinge kann man nicht einfach lehren – sie werden von Hand zu Hand und von Generation zu Generation weitergegeben.

    Pietro führt diese Familientradition heute auf seine eigene Weise fort. Seine Erfahrung zeigt sich nicht nur in Rezepturen, sondern vor allem im Gespür für den richtigen Moment, für die Beschaffenheit des Teiges und für die Qualität der Rohstoffe. Dieses Wissen entsteht über Jahre – durch Arbeit, Beobachtung und Erinnerung.

    Alles beginnt auf einem Feld, mit einer Ähre, mit einer Hand, die die Arbeit kennt.

    Maccheroncini di Campofilone IGP – eine Pasta mit Geschichte

  • Il Roccolo di Valcerasa – Treia

    Il Roccolo di Valcerasa – Treia

    Roccolo – Geschichte und Entstehung

    Ein Blick in die Geschichte des Anwesens lohnt sich ebenfalls. Die Ursprünge der Villa Valcerasa reichen bis ins 13. Jahrhundert zurück und sind mit dem seligen Pietro da Treia verbunden, einem Franziskaner aus dem damaligen Montecchio, dem heutigen Treia.

    Am Ort seiner Einsiedelei, in der dichten Selva di Valcerasa, entstand um 1450 das Kloster der Klarener. Es beherbergte im Laufe der Zeit zahlreiche Pilger auf ihrem Weg zum Heiligen Haus von Loreto. Im Jahr 1464 machte dort auch Papst Pius II. Station, als er sich auf dem Weg nach Ancona befand.

    Die Villa Valcerasa, auch Villa Ruspoli genannt, entwickelte sich später zu einem weitläufigen herrschaftlichen Anwesen. Der Komplex besteht aus einem zentralen Wohngebäude und zwei seitlichen Flügeln. Einer davon umfasst eine Familienkapelle und die Unterkunft des dort tätigen Geistlichen, während der gegenüberliegende Teil einfacher und eher ländlich gestaltet ist und vermutlich den Bewohnern beziehungsweise Bewirtschaftern des Anwesens diente.

    Zum historischen Ensemble gehört auch das Roccolo, ein ehemaliger Jagdpavillon, der dem römischen Architekten Giuseppe Valadier zugeschrieben wird.

    Vom Jagdhaus zu Agriturismo

    Il Roccolo di Valcerasa liegt auf einer Anhöhe und erstreckt sich über eine großzügige Anlage. Die Lage, die verschiedenen Bereiche des Anwesens und der weite Blick über die Landschaft verleihen dem Roccolo seinen besonderen Charakter.

    Zur Anlage gehören ein großer Poolbereich mit Liegewiese sowie ein SPA-Bereich im Hauptgebäude. Der SPA-Bereich kann stundenweise oder auch für einen ganzen Tag genutzt beziehungsweise reserviert werden. Wenn größere Gruppen den SPA-Bereich gemeinsam nutzen, kann es dadurch auch im Poolbereich zeitweise etwas lebhafter werden.

    Das Roccolo verfügt über zwei Zufahrten. Wer aus Richtung San Severino Marche kommt, fährt auf der SP 361 in Richtung Passo di Treia. Etwa einen Kilometer vor Passo di Treia befindet sich die Ortsbezeichnung Valcerasa. Dort biegt man links ab und folgt der ansteigenden Straße bergauf. Nach ungefähr vier Kilometern biegt man rechts ab; nach weiteren rund 100 Metern erreicht man den westlichen Eingang des Roccolo.

    Von dort gelangt man direkt zu den Parkplätzen und zu den fünf kleineren Apartments. Jedes Apartment verfügt über ein Schlafzimmer, ein kleines Bad mit Dusche sowie einen Aufenthaltsraum mit Kochnische. Nach meiner Einschätzung bieten diese Apartments für Selbstversorger ausreichend Platz für eine kleine Familie.

    Wer aus Richtung A14 über Helvia Recina von Osten kommt, muss nicht erst durch Passo di Treia fahren. Nach dem zweiten Kreisverkehr fährt man noch etwa 100 Meter weiter und biegt rechts ab. Anschließend geht es rund 300 bis 350 Meter geradeaus, bevor man erneut rechts abbiegt.

    Nach einer kleinen, schmalen Unterführung führt die Straße an mehreren Villen vorbei etwa ein bis eineinhalb Kilometer bergauf. Auf der linken Seite erreicht man schließlich den östlichen Eingang des Anwesens. Von dort kann man direkt bis zum Parkplatz vor dem Hauptgebäude und der Rezeption fahren und sich dort anmelden.

    Wir waren inzwischen bereits zum zweiten Mal im Roccolo. Bei unserem ersten Aufenthalt fanden wir die richtige Zufahrt nicht auf Anhieb, und Fabio musste uns schließlich entgegenkommen und uns den Weg zeigen. Gerade deshalb beschreibe ich beide Anfahrtsmöglichkeiten etwas genauer.

    Dabei sollte man wissen: Das Roccolo ist kein abgeschottetes Ferienresort, sondern ein lebendiger Betrieb. Auch am späten Nachmittag oder am Abend können Arbeiter und Handwerker auf Teilen des weitläufigen Geländes tätig sein und dadurch die Ruhe zeitweise unterbrechen.

    Wer absolute Ruhe zu jeder Tageszeit erwartet, sollte diesen Charakter des Hauses bei seiner Entscheidung berücksichtigen. Wer dagegen die Atmosphäre eines großen, gewachsenen Anwesens mit Pool, SPA und viel Landschaft schätzt, findet hier einen besonderen Ort.

    Auch der angebotene Service trägt viel zum Aufenthalt bei. Wir selbst haben bereits mehrmals unser Abendessen am Pool genossen. Besonders am Abend, bei Kerzenlicht, unter freiem Himmel und zwischen den Olivenbäumen, entsteht dort eine sehr romantische Atmosphäre. Solche Momente gehören für uns zu den besonderen Erinnerungen an das Roccolo.

    Weitere Informationen und Buchung direkt bei Il Roccolo di Valcerasa

  • Il Casale – Chiaravalle di Treia

    Il Casale – Chiaravalle di Treia

    Eine Oase der Ruhe

    Nach einem hektischen und intensiven Arbeitsjahr wünscht man sich oft nur eines: Ruhe und Entspannung.

    Nimm dir diese Auszeit und genieße die Natur, die Stille und die Weite der Marken.

    Il Casale bei Treia bietet genau das: einen Ort zum Abschalten, Durchatmen und neue Kraft schöpfen.

    Il Casale liegt eingebettet in die grünen Hügel der Marken, umgeben von Natur und wohltuender Ruhe. Gleichzeitig ist die Lage ideal, um die Region zu entdecken: das Meer und die Adriaküste, Recanati mit dem Leopardi-Haus, der Monte Conero, die Sibillinischen Berge sowie zahlreiche Kunststädte der Marken und Umbriens sind gut erreichbar

    Besonders geschätzt werden die gepflegten und komfortablen Apartments sowie die herzliche Gastfreundschaft von Fabio und seinem Team. Freundlichkeit, Hilfsbereitschaft und die persönliche Betreuung gehören hier ganz selbstverständlich dazu. Auch Familien mit Kindern finden viel Platz im Freien und können den Salzwasserpool genießen.

    Erholung Pur

    Wer die Ruhe von Il Casale in vollen Zügen genießen möchte, tut gut daran, sich für den Aufenthalt mit den wichtigsten Lebensmitteln einzudecken. Da das Casale ruhig und etwas abseits liegt, befinden sich Einkaufsmöglichkeiten nicht direkt vor der Haustür. Für größere oder spontane Einkäufe fährt man am besten nach Treia oder Passo di Treia. Wer seine Mahlzeiten lieber in Restaurants genießt, findet in der Umgebung natürlich ebenfalls zahlreiche Möglichkeiten.

    Als ich Il Casale besuchte, landete sogar ein Storch auf dem Dach. Ein kleiner Moment, aber genau solche Augenblicke machen die besondere Ruhe und Nähe zur Natur dieses Ortes aus.

    Il Casale ist eine freistehende Unterkunft in ruhiger Lage bei Treia und bietet viel Raum für einen entspannten Aufenthalt. Zum Haus gehören ein gepflegter Garten, eine Terrasse und Grillmöglichkeiten. In der warmen Jahreszeit steht den Gästen außerdem ein saisonaler Außenpool zur Verfügung.

    Kostenlose Fahrräder laden dazu ein, die Umgebung zu erkunden. Ein privater Parkplatz sowie kostenloses WLAN gehören ebenfalls zur Ausstattung.

    Von der erhöhten Lage aus eröffnen sich schöne Ausblicke auf Treia und die umliegende Landschaft.

    Weitere Informationen und Buchungsmöglichkeiten findest du auf der offiziellen Webseite von Il Casale.

  • Maccheroncini di Campofilone IGP – eine Pasta mit Geschichte

    Maccheroncini di Campofilone IGP – eine Pasta mit Geschichte

    La Sagra dei Maccheroncini

    Das Nationale Fest der Maccheroncini di Campofilone IGP wurde 1964 ins Leben gerufen und feiert seitdem die berühmte Eierpasta des mittelalterlichen Dorfes Campofilone. Die Veranstaltung zieht jedes Jahr Tausende Besucher an und verbindet Verkostungen mit Musik, Unterhaltung und Kunsthandwerksmärkten.

    Während unserer Urlaube hatten wir mehrmals Gelegenheit, die Sagra dei Maccheroncini mitzuerleben. Für mich ist sie ein besonders schöner Brauch, der jedes Jahr Campofilone aufs Neue belebt.

    Das historische Zentrum und ein großer Teil der Einwohner sind daran beteiligt. Schon beim Durchschreiten des Stadttors wird man von einem feinen, verführerischen Duft nach Soße empfangen.

    Je näher man dem Centro Storico kommt, desto deutlicher wird dem Besucher bewusst, welche Bedeutung diese lokale Spezialität für Campofilone hat. Fast überall sieht man Maccheroncini, die zum Trocknen aufgehängt sind.

    Selbstverständlich lassen es sich die Einwohner nicht nehmen, den Besuchern ihre Spezialität auch zur Verkostung anzubieten.

    In den Marken gibt es viele Sagre. Für mich persönlich gehört die Sagra dei Maccheroncini jedoch zu den schönsten, weil sie nicht nur die Pasta in den Mittelpunkt stellt, sondern zugleich viele Facetten des Borgo Campofilone sichtbar macht.

    Die Entstehungsgeschichte der Maccheroncini

    Die Geschichte der Maccheroncini di Campofilone IGP ist eng mit alten Volksbräuchen verbunden, die von Generation zu Generation weitergegeben wurden.

    Das Geschick und der Einfallsreichtum der Frauen von Campofilone spielten dabei eine entscheidende Rolle. Aus der Notwendigkeit heraus, Lebensmittel länger haltbar zu machen, entwickelte sich eine besondere Form der Eierpasta.

    Frische Pasta konnte nur begrenzt aufbewahrt werden. Getrocknete Pasta hingegen ließ sich lagern und bei Bedarf verwenden.

    Beim Trocknen gröber geschnittener Teigstreifen zeigte sich jedoch ein Nachteil: Durch die Luft kräuselte sich der Teig und brach leicht. Deshalb begann man, den Teig immer dünner auszurollen und in sehr feine Streifen zu schneiden.

    Bereits um 1400 wurden die Maccheroncini als Delikatesse erwähnt. Hinweise finden sich in historischen Dokumenten, unter anderem im Zusammenhang mit der Abtei von Campofilone, in Schriftstücken aus der Zeit des Konzils von Trient sowie in Kochbüchern verschiedener Adelsfamilien.

    Zu Beginn des 20. Jahrhunderts begannen Hausfrauen und Gastronomen in Campofilone zunehmend, die charakteristischen langen und besonders dünnen Maccheroncini zu servieren.

    Mehr über Pietro De Carlonis, Pasta DC und die heutigen Produkte findest du auf der offiziellen Website von Pasta DC.

    Produktionsgebiet

    Das Produktionsgebiet der Maccheroncini di Campofilone IGP ist auf das Gebiet der Gemeinde Campofilone in der Provinz Fermo in den Marken beschränkt.

    Diese enge Bindung an den Herkunftsort ist von großer Bedeutung. Sie trägt dazu bei, die besonderen Eigenschaften des Produkts, die traditionellen Verarbeitungstechniken und den engen Bezug zur regionalen Kultur zu bewahren.

    Produktionsmethode – ein handwerkliches Ritual

    Die Herstellung der Maccheroncini di Campofilone IGP folgt einem traditionellen Verfahren, das vollständig innerhalb des festgelegten geografischen Gebiets durchgeführt werden muss.

    1. Der Teig

    Für den Teig werden Eier und Mehl verwendet. Das Verhältnis beträgt je nach Rezeptur zwischen sieben und zehn Eiern pro Kilogramm Mehl.

    Die Qualität der Eier und des Mehls spielt eine wichtige Rolle für Farbe, Geschmack und Struktur der Pasta.

    2. Das Ausrollen

    Der Teig wird sehr dünn ausgerollt, entweder traditionell von Hand oder mithilfe entsprechender Maschinen. Entscheidend ist, dass eine gleichmäßige und sehr feine Teigbahn entsteht.

    3. Das Schneiden

    Anschließend wird der Teig in sehr schmale, goldgelbe Fäden geschnitten.

    Die Maccheroncini di Campofilone IGP zeichnen sich durch ihre besondere Feinheit aus. Sie sind lang, sehr schmal und außergewöhnlich dünn.

    Nach dem Schneiden werden sie sorgfältig auf Papierbögen ausgelegt.

    4. Die Trocknung

    Die Maccheroncini werden anschließend langsam getrocknet.

    Dieser schonende Trocknungsprozess ist entscheidend dafür, dass die Pasta ihre besonderen Eigenschaften behält und später Soßen besonders gut aufnehmen kann.

    5. Die Verpackung

    Nach der Trocknung werden die Maccheroncini direkt im Produktionsbetrieb verpackt.

    Traditionell werden sie auf Papierbögen gelegt und anschließend in Kartons oder andere geeignete Verpackungen gegeben.

    Einzigartige Eigenschaften und Aromen

    Die Maccheroncini di Campofilone IGP zeichnen sich vor allem durch ihren besonders feinen Schnitt aus.

    Durch ihre geringe Dicke haben sie eine sehr kurze Garzeit und nehmen Soßen außergewöhnlich gut auf.

    Am Gaumen sind sie fein und zart, zugleich aber geschmacklich intensiv. Gerade diese Kombination macht sie zu einer besonderen Spezialität der Marken.

    Gastronomie – vielseitig und traditionsreich

    Traditionell werden die Maccheroncini di Campofilone mit einem kräftigen Fleischragout serviert und häufig mit Pecorino bestreut.

    Durch die Nähe Campofilone zur Adriaküste haben sich jedoch auch zahlreiche Varianten mit Fisch und Meeresfrüchten entwickelt.

    Die feine Struktur der Pasta macht sie sehr vielseitig. Sie passt sowohl zu einfachen als auch zu aufwendigeren Soßen.

    Besonders interessant ist, dass Maccheroncini in manchen Zubereitungsarten direkt in der Soße gegart werden können, ohne sie vorher separat in Wasser zu kochen.

    Vermarktung

    Maccheroncini di Campofilone IGP werden traditionell in Kartons verkauft, in denen die einzelnen Pasta-Lagen auf Papierbögen angeordnet sind.

    Es gibt unterschiedliche Packungsgrößen für Privatkunden und Gastronomie.

    Gerade die besondere Verpackung gehört inzwischen ebenso zum Erscheinungsbild dieser Spezialität wie ihre lange Form und ihr feiner Schnitt.

    Ich habe dabei bewusst ein paar sehr konkrete technische Angaben entschärft, weil wir die später noch sauber gegen die offizielle IGP-Spezifikation prüfen sollten. So ist der Text jetzt sprachlich rund und gleichzeitig vermeiden wir, dass sich ein Detailfehler einschleicht.

  • Gli ultimi chilometri verso Cà Nick – una piccola avventura

    Gli ultimi chilometri verso Cà Nick – una piccola avventura

    Il nostro viaggio verso Cà Nick non iniziò proprio come previsto.

    Avevamo inserito l’indirizzo nel navigatore e seguito diligentemente le sue indicazioni. Arrivati a quella che credevamo fosse la nostra destinazione, però, ci siamo accorti che eravamo nel posto sbagliato.

    Alcune persone molto gentili cercarono di aiutarci, ma neanche loro conoscevano Cà Nick – dopotutto, l’agriturismo esisteva soltanto da circa un anno. Così chiamai lo stesso numero che avevo già composto quella mattina, prima di partire da Castrocaro Terme.

    Dall’altra parte rispose Antonio – ed è proprio così che ebbe inizio il nostro vero arrivo a Cà Nick.

    Gli descrissi, meglio che potevo, il luogo in cui ci trovavamo. Mi chiese se riuscissi a vedere nelle vicinanze l’insegna pubblicitaria di una certa azienda. All’inizio non capii bene cosa intendesse. Ma con l’aiuto di Christine e di mia nipote riuscimmo finalmente a trovare l’insegna che cercava – e così Antonio capì dove ci trovavamo.

    Mi disse: «Rimanete semplicemente dove siete. Vengo a prendervi. Io guido una Panda grigia. Ma voi che macchina avete?»

    Gli risposi: «Una Ford Kuga color amaranto.»

    Poco dopo Antonio partì con la sua Panda grigia per venirci incontro. E così aspettammo, tenendo d’occhio ogni Panda grigia che compariva all’orizzonte. All’inizio sembrava un compito abbastanza semplice.

    Ma neanche per sogno!

    Improvvisamente cominciarono a spuntare Panda da tutte le direzioni: vecchie, nuove, 4×4, normali… Avevamo l’impressione che l’intera gamma Fiat Panda avesse deciso di venirci incontro proprio in quel momento.

    Ogni volta pensavamo: potrebbe essere lui!

    Ma niente. Una dopo l’altra sparivano di nuovo. Dopo forse venti o venticinque Panda, avevamo almeno imparato una cosa: una Panda grigia, in Italia, non è proprio la scelta migliore come segno di riconoscimento. 😄

    E poi, finalmente, una Panda grigia si fermò proprio accanto a noi. Ne scese un uomo abbronzato, con una lunga e folta barba nera come la pece, che si avvicinò sorridendo alla nostra macchina.

    Doveva essere Antonio.

    E infatti era proprio lui. Si presentò e ci invitò a seguirlo. Ci mettemmo quindi dietro la sua Panda grigia e, dopo circa sei o sette minuti, arrivammo finalmente a Cà Nick.

    Antonio aprì la sbarra e salimmo lungo la ripida strada che conduce al cortile, dove Sabine ci accolse calorosamente.

    Arrivare e sentirsi subito a proprio agio

    Dopo i saluti, Antonio portò i nostri bagagli nell’appartamento e ci spiegò tutto con calma. Ci mostrò anche dove potevamo prendere le bevande e alcuni dei suoi prodotti naturali. Bastava annotare ciò che prendevamo e pagare tutto alla fine del soggiorno.

    Una forma di fiducia semplice e senza complicazioni, che si adatta perfettamente a Cà Nick: ti danno fiducia fin dal primo momento, anche se sei appena arrivato e ancora non ti conoscono.

    Il nostro appartamento si trovava al primo piano ed era arredato con molta cura.

    Ovunque scoprivamo piccoli dettagli che contribuivano subito a creare un’atmosfera piacevole e personale. C’era tutto ciò di cui avevamo bisogno: televisore – che, a dire il vero, non ci è servito – lavastoviglie e, con il caldo di quei giorni, un accessorio assolutamente indispensabile: un ventilatore.

    Particolarmente bella era la terrazza coperta, rivolta verso est. Davanti a noi si apriva il paesaggio e, in lontananza, potevamo vedere il mare. Era il posto ideale per stare tranquilli e godersi, la sera, una piacevole brezza.

    Sul lato ovest, invece, Antonio aveva realizzato una panca in legno dalla quale si potevano ammirare le colline circostanti e, in lontananza, i Monti Sibillini. Da lì si potevano osservare anche tramonti meravigliosi.

    Anche la cucina-soggiorno era molto ben attrezzata e disponeva inoltre di un letto matrimoniale integrato. A questo si aggiungeva una bella camera da letto separata. Tutte le finestre erano dotate di zanzariere – un piccolo dettaglio che, in estate, si apprezza davvero molto.

    Ci siamo sentiti a nostro agio fin dal primo momento.

    Cà Nick – un agriturismo dall’atmosfera familiare

    Cà Nick non è una grande struttura turistica, ma un agriturismo di dimensioni contenute, dove il contatto personale con i proprietari rimane intatto. Sabine e Antonio hanno creato un luogo dove non si viene semplicemente per pernottare, ma dove ci si sente subito benvenuti.

    Sono disponibili due appartamenti e tre camere. Proprio queste dimensioni mantengono l’ambiente piacevolmente familiare e tranquillo. Sabine e Antonio si prendono personalmente cura dei loro ospiti – ed è anche per questo che ci si sente a proprio agio durante tutto il soggiorno.

    La proprietà dispone di un’area esterna molto curata, che invita a sedersi e rilassarsi. Particolarmente bello è il forno a legna per la pizza, insieme alla griglia: dettagli che si inseriscono perfettamente nell’atmosfera semplice, familiare e conviviale di Cà Nick.

    Anche un eccellente olio d’oliva proveniente dal proprio uliveto fa parte di Cà Nick. Gli ulivi vengono curati secondo la filosofia di Antonio, con grande attenzione alla protezione degli alberi e con un approccio il più possibile naturale alla gestione dell’uliveto.

    L’olio che ne nasce, quindi, non è semplicemente un prodotto della casa, ma porta con sé anche un po’ della filosofia personale di Antonio.

    Puoi scoprire di più su Cà Nick, sui suoi proprietari e sull’agriturismo qui: → Cà Nick

  • Die letzten Kilometer in Fermo hatten es in sich

    Die letzten Kilometer in Fermo hatten es in sich

    Unsere Anreise zu Cà Nick verlief zunächst nicht ganz nach Plan.

    Die Adresse war ins Navi eingegeben, und wir folgten brav seinen Anweisungen. Am vermeintlichen Ziel angekommen, mussten wir allerdings feststellen: Hier waren wir falsch. Freundliche Leute versuchten uns weiterzuhelfen, doch auch ihnen war Cà Nick noch kein Begriff – schließlich gibt es den Agriturismo erst seit ungefähr einem Jahr.

    Also suchte ich im Internet nach einer Telefonnummer und rief an.

    Am anderen Ende meldete sich Antonio – und damit begann die eigentliche Ankunft bei Cà Nick.

    Ich beschrieb Antonio, so gut ich konnte, die Stelle, an der wir uns befanden. Er fragte mich, ob ich dort die Reklame einer bestimmten Firma sehen könne. Zunächst verstand ich nicht ganz, was er meinte. Doch mit Hilfe von Christine und meiner Enkelin fanden wir schließlich das gesuchte Schild – und damit wusste Antonio, wo wir waren.

    „Bleibt einfach dort, wo ihr seid. Ich komme euch holen.“

    Wenig später setzte sich Antonio in seinen grauen Panda und machte sich auf den Weg zu uns. Also warteten wir – und hielten Ausschau nach einem grauen Panda. Das klang zunächst nach einer ziemlich einfachen Aufgabe.

    Von wegen! Aus allen Himmelsrichtungen tauchten plötzlich Pandas auf: alte, neue, normale und Allrad-Pandas. Gefühlt fuhr die gesamte Modellgeschichte von Fiat an uns vorbei. Bei jedem dachten wir: Das könnte er sein!

    Aber nein. Einer nach dem anderen verschwand wieder. Nach vielleicht zwanzig oder fünfundzwanzig Pandas wussten wir immerhin eines ganz sicher: Ein grauer Panda ist in Italien als Erkennungszeichen nicht unbedingt die beste Wahl. 😄

    Und dann endlich: Plötzlich stand direkt neben uns ein grauer Panda. Ein Mann stieg aus – braungebrannt, mit einem langen, dichten, pechschwarzen Bart. Lachend und freundlich kam er auf unser Auto zu.

    Das musste Antonio sein.

    Antonio sagte uns, wir sollten ihm folgen. Also reihten wir uns hinter seinem grauen Panda ein, und nach ungefähr fünf Minuten erreichten wir schließlich Cà Nick. Er öffnete die Schranke, und wir fuhren den steilen Weg hinauf zum Hof, wo wir von Sabine sehr herzlich begrüßt wurden.

    Ankommen und sich gleich wohlfühlen

    Nach der Begrüßung trug Antonio unseren Koffer hinauf zum Apartment und erklärte uns erst einmal alles in Ruhe. Er zeigte uns auch, wo wir uns Getränke und einige seiner eigenen Naturprodukte nehmen konnten. Was wir nahmen, schrieben wir einfach auf und bezahlten es am Ende unseres Aufenthalts. Eine unkomplizierte Form des Vertrauens, die sehr gut zu Cà Nick passt.

    Unser Apartment war mit viel Liebe eingerichtet. Überall entdeckten wir kleine, schöne Details, die sofort für eine angenehme und persönliche Atmosphäre sorgten. Es war alles vorhanden, was wir brauchten: Fernseher, Spülmaschine und – bei der damaligen Hitze ein unbedingt notwendiges Accessoire – ein Ventilator.

    Besonders schön war die überdachte Terrasse mit Blick nach Osten. Vor uns lag die Landschaft, und in der Ferne konnten wir das Meer sehen. Dort konnte man wunderbar sitzen und am Abend die angenehme Brise genießen.

    Auch die Wohnküche war sehr gut ausgestattet und verfügte zusätzlich über ein integriertes Doppelbett. Dazu kam ein schönes separates Schlafzimmer. Sämtliche Fenster waren mit Fliegengittern ausgestattet – eine Kleinigkeit, die man gerade im Sommer sehr zu schätzen weiß.

    Wir fühlten uns vom ersten Augenblick an wohl.

    Cà Nick – ein Agriturismo mit persönlicher Atmosphäre

    Cà Nick ist kein großer Ferienbetrieb, sondern ein überschaubarer Agriturismo, bei dem der persönliche Kontakt zu den Gastgebern erhalten bleibt. Sabine und Antonio haben hier einen Ort geschaffen, an dem man nicht nur übernachtet, sondern sich schnell willkommen fühlt.

    Zur Verfügung stehen zwei Apartments und drei Zimmer. Dadurch bleibt die Anlage angenehm familiär und ruhig. Sabine und Antonio kümmern sich persönlich um ihre Gäste – und genau das haben auch wir während unseres Aufenthalts erlebt.

    Zum Anwesen gehört ein gepflegter Außenbereich, der zum Sitzen und Entspannen einlädt. Besonders ins Auge fällt der Holzpizzaofen – ein Detail, das wunderbar zu der unkomplizierten und geselligen Atmosphäre von Cà Nick passt.

    Auch ein ausgezeichnetes Olivenöl aus dem eigenen Olivenhain gehört zu Cà Nick. Die Olivenbäume werden nach Antonios eigener Philosophie gepflegt: mit viel Aufmerksamkeit für den Schutz der Bäume und einem möglichst naturnahen Umgang mit dem Olivenhain. Das daraus gewonnene Olivenöl ist deshalb nicht einfach nur ein Produkt des Hauses, sondern trägt auch ein Stück von Antonios persönlicher Überzeugung in sich.

    Mehr über Cà Nick, seine Gastgeber und den Agriturismo erfährst du hier: → Cà Nick (De · It · En)

  • 08.09.2026 – Die Rückfahrt aus den Marken

    08.09.2026 – Die Rückfahrt aus den Marken

    Der Hahn in Valcerasa schlief noch

    Uns war durchaus bewusst, worauf wir uns einließen. In den vergangenen drei oder vier Jahren hatten uns die vielen Staus auf der Autobahn bis zu vierzehn Stunden unseres Lebens abverlangt, ehe wir endlich wieder zu Hause ankamen.

    Diesmal wollten wir dem Schicksal – und vor allem den Blechlawinen – ein Schnippchen schlagen. Also brachen wir zu einer Uhrzeit auf, die man eigentlich nur mit sehr viel gutem Willen noch als „früh“ bezeichnen kann: um 03:00 Uhr. Selbst der Hahn von Valcerasa dachte vermutlich noch nicht einmal daran, irgendwann aufzustehen.

    Wie sich bald herausstellen sollte, war diese Entscheidung goldrichtig – und auf jeden Fall wertvoller als der dafür geopferte Morgenkaffee.

    Autobahn A14

    Bei Loreto–Porto Recanati fuhren wir auf die A14, und siehe da: Die Autobahn lag beinahe friedlich vor uns. Das berüchtigte Nadelöhr Bologna–Modena in Richtung Brenner erreichten wir nach ungefähr drei Stunden und zwanzig Minuten, bei einer gleichmäßigen Geschwindigkeit von rund 115 km/h.

    Kein Stillstand. Kein nervöses Trommeln auf dem Lenkrad. Kein verzweifelter Blick auf die Uhr.

    Fast hätte man glauben können, die italienische Autobahn wolle sich persönlich für die vergangenen Jahre bei uns entschuldigen.

    Die erste Etappe fuhr ich bis zur Raststätte Po Est. Dort gönnten wir uns etwa 35 Minuten Pause. Snoopy durfte sich die Beine vertreten und vermutlich sämtliche Neuigkeiten der örtlichen Hundewelt erschnüffeln, während wir uns Cappuccino und ein mit Creme gefülltes Croissant schmecken ließen.

    Richtung Brennero

    Für einen kurzen Moment fühlte sich die Heimfahrt nicht nach 700 Kilometern Autobahn, sondern noch einmal nach italienischem Dolce Vita an.

    Danach übernahm Christine das Steuer und fuhr bis zum Brenner. Snoopy und ich widmeten uns währenddessen einer anderen, nicht minder anspruchsvollen Tätigkeit: dem Schlafen.

    Laut Christine sollen wir beide dabei gemeinsam den gesamten Böhmerwald abgesägt haben – Baum für Baum, mit bemerkenswerter Ausdauer und offenbar hervorragend aufeinander abgestimmtem Rhythmus.

    Snoopy und mich störte das nicht im Geringsten. Und Christine hatte schließlich das Radio.

    So hatte jeder sein eigenes Unterhaltungsprogramm. 🤣

    Am Brenner angekommen, fiel mir plötzlich ein, dass zu Hause – von unseren italienischen Mitbringseln einmal abgesehen – kulinarische Ebbe herrschte.

    Nun ja: Salsicce, Pecorino, EVO, Guanciale, Biscotti und Filone al Mosto hatten wir reichlich an Bord. Eigentlich transportierten wir bereits einen kleinen marchigianischen Feinkostladen über die Alpen. Aber offenbar macht selbst der noch keinen vollständig gefüllten Kühlschrank.

    Also ging ich zu Eurospin, während Christine den Metzger am Brenner aufsuchte. Unsere Heimreise verwandelte sich damit kurzerhand in eine letzte Versorgungsexpedition.

    Inzwischen war es ungefähr 11:00 Uhr, als unsere Enkelin anrief und fragte, ob wir denn überhaupt schon aus Valcerasa losgefahren seien.

    Umso größer war ihr Erstaunen, als sie hörte:

    „Wir sind am Brenner.“

    Kurze Stille.

    Dann kam:

    „Ja, sagt mal, habt ihr einen Ferrari gemietet?“

    Nein. Einen Ferrari hatten wir natürlich nicht gemietet.

    Wir waren lediglich so früh gestartet, dass selbst der Verkehr noch nicht wusste, dass er uns hätte aufhalten sollen. 🤣

    Unser Aufenthalt am Brenner dauerte einschließlich Tanken ungefähr eine Stunde und fünfzehn Minuten – lang genug für Einkäufe, Vorräte und die Erkenntnis, dass auch eine gut geplante Heimreise gelegentlich einen ordentlichen Boxenstopp braucht.

    ..und nun Österreich

    Was uns unterwegs allerdings besonders auffiel, war die schier unglaubliche Zahl an Lastwagen auf den Autobahnen. Einer reihte sich an den nächsten. Manchmal sah es aus, als hätte jemand ein geheimes internationales Lkw-Treffen organisiert und als Veranstaltungsort ausgerechnet die Brennerautobahn ausgewählt.

    Da braucht man sich nicht zu wundern, wenn immer lauter nach Entlastung und neuen Verkehrswegen gerufen wird. Der Brenner-Basistunnel soll ja irgendwann einen Teil dazu beitragen. Und wie wir alle wissen, besitzt das Wort „bald“ bei großen Bauprojekten eine bemerkenswerte Dehnbarkeit.

    Nach unserem Boxenstopp übernahm ich wieder das Steuer und fuhr die letzten rund zweihundert Kilometer ohne Schwierigkeiten.

    Und dann geschah etwas, womit wir nach unseren Erfahrungen der vergangenen Jahre kaum gerechnet hatten:

    Um 13:08 Uhr standen wir vor unserer Haustür.

    Wohlbehalten. Ohne Dauerstau. Ohne stundenlanges Stop-and-go. Ohne die sonst übliche Prüfung unserer Geduld.

    Die reine Fahrzeit: etwa acht Stunden und ein paar zerquetschte Minuten.

    Das Auto stand. Wir waren heil angekommen. Unser marchigianischer Feinkostladen hatte die Alpen ebenfalls unbeschadet überquert. Und Snoopy sah eigentlich schon wieder so aus, als könne man sofort zum nächsten Abenteuer aufbrechen.

    Nur ich hatte noch etwas zu erledigen.

    Ich schaute gedanklich noch einmal zurück auf die vergangenen Wochen – auf Menschen, Landschaften, Begegnungen, gutes Essen, Gespräche und all die kleinen Erlebnisse, die eine Reise erst zu einer Erinnerung machen.

    Und dann gab ich mir ein Versprechen:

    Marken, wir kommen wieder!

  • 07.09.2026 – Ein Abschied von den Marken zeichnet sich ab

    07.09.2026 – Ein Abschied von den Marken zeichnet sich ab

    Ja, heute ist unser letzter Urlaubstag. Alle Zeichen stehen auf Abschied – und wie das bei einem ordentlichen Abschied so ist, beginnt er zunächst einmal ganz profan mit ein paar Besorgungen.

    Heute Morgen habe ich noch einige Einkäufe erledigt, unter anderem – als Beispiel sei nur das Wesentliche genannt – ein paar Mutti Passata und gehackte Tomaten, meine Lieblings-Mostkekse und natürlich eine Moststange. Schließlich muss auch der heimische Vorrat nach einem solchen Urlaub angemessen bedacht werden.

    Danach ging es noch um EVO von Fabio, aus dem Roccolo von Valcerasa, sowie um Fabios Erlaubnis, die beiden Country Houses „Der Roccolo von Valcerasa“ und „Il Casale“ auf meiner Webseite einzubinden.

    Diese beiden Country Houses werde ich gemeinsam mit der Cà Nick in Fermo in eigenen Beiträgen ausführlich beschreiben, sobald ich wieder zu Hause bin. Ich nehme also nicht nur Souvenirs, Erinnerungen und ein paar Kilo italienischer Lebensmittel mit zurück nach Deutschland, sondern auch gleich noch einen ganzen Schwung Arbeit. So bleibt wenigstens sichergestellt, dass die Rückkehr in den Alltag nicht allzu abrupt ausfällt.

    Es stehen noch ein paar Besorgungen bevor, die ebenfalls erledigt werden wollen. Danach heißt es Abschied nehmen von meiner Schwägerin Silvia und meinen Nichten Paola und Katia.

    Anschließend wird das Auto betankt – und dann ran an die Luggage.

    Entschuldigung, ich wollte natürlich „Gepäck“ sagen.

    Und genau hier ist der Packmeister gefragt.

    Der Packmeister wird sich also der Aufgabe widmen, all das, was ursprünglich einmal im Kofferraum Platz finden sollte, irgendwie wieder im Kofferraum unterzubringen. Das ist jedes Jahr aufs Neue eine Mischung aus Logistik, dreidimensionalem Schach und leichtem Größenwahn. Irgendwie hat man bei der Abreise immer weniger dabei als bei der Rückreise. Warum das so ist, bleibt eines der ungelösten Rätsel des modernen Tourismus.

    Ich vermute, dass heute Abend nicht mehr allzu viel passieren wird, außer dass wir relativ früh schlafen gehen. Schließlich wollen wir die Rückreise so früh wie möglich antreten, damit wir die neuralgischen Punkte Bologna und Modena möglichst schnell hinter uns lassen.

    Die Rückfahrt selbst werde ich – unter Missachtung der Telepass-Ausfahrten – gefälligst außer Acht lassen, um weitere Diskussionen mit KI-Robotern zu vermeiden. Man muss schließlich wissen, wann man sich geschlagen gibt.

    Wenn nichts Außergewöhnliches passiert, werde ich den nächsten Bericht erst am 09.09.2026 zu Hause veröffentlichen. Bis dahin gibt es vermutlich genügend Gelegenheit, die Eindrücke der vergangenen Wochen zu sortieren, die Fotos zu sichten und herauszufinden, was davon tatsächlich so passiert ist, wie ich es in Erinnerung habe.

    Wir haben trotz des einen oder anderen kleinen Missgeschicks in unserem Urlaub viel gelacht und sehr viel Spaß gehabt. Ich habe dabei das Meer und auch das Wasser des Pools elegant vermieden, während Christine und meine Enkelin reichlich Gebrauch davon gemacht haben.

    Man könnte sagen: Wir haben uns die Aufgaben sinnvoll aufgeteilt.

    Nach der Abreise meiner Enkelin habe ich mich auf die Suche nach Produzenten gemacht. Dabei war ich, wie ich heute sagen kann, ausgesprochen erfolgreich.

    Ich habe Kontakt zu drei Agriturismo und drei Produzenten aufgenommen beziehungsweise hergestellt – Pasta, Olivenöl und Pecorino DOP. Dazu kommen noch zwei weitere auf der Warteliste: Vernaccia-Wein und Spumante sowie Salumi.

    Damit bin ich deutlich erfolgreicher gewesen, als ich ursprünglich erwartet hatte.

    Und genau deshalb fahre ich mit einem sehr guten Gefühl nach Hause.

    Mein Projekt hat eine Basis erhalten.

    Was am Anfang vielleicht noch etwas nach einer Idee aussah, die vor allem mir selbst einleuchtete, hat inzwischen konkrete Formen angenommen. Es gibt Menschen, Produzenten und Betriebe, die bereit sind, sich darauf einzulassen und mir ihr Vertrauen entgegenzubringen.

    Dafür möchte ich mich ganz herzlich bei allen Personen und Produzenten bedanken, die mir mit Offenheit begegnet sind und mir ihr Vertrauen geschenkt haben.

    Dieses Vertrauen weiß ich zu schätzen – und ich werde es nicht enttäuschen.

    Mein besonderer Dank geht an:

    Sabine und Antonio
    Agriturismo „Cà Nick“
    Fermo

    Pietro De Carlonis
    Pasta „DC“
    Campofilone

    Giacomo Fratini
    Frantoio Fratini
    Pollenza Scalo

    Luciano Dedoni
    I Formaggi della Corte
    Tolentino

    Fabio Campetella
    Agriturismo „Roccolo di Valcerasa SPA“
    Treia / Valcerasa

    Country House „Il Casale“

    Die entsprechenden Beschreibungen und Beiträge zu diesen Betrieben werde ich nach meiner Rückkehr auf der Webseite einfügen.

    Damit endet dieser Urlaub in den Marken – zumindest vorerst.

    Der Kofferraum ist voll, der Kopf ebenfalls, wenn auch mit deutlich angenehmeren Dingen.

    Und während sich die Marken langsam aus unserem Blickfeld verabschieden, bleibt das, was diesen Urlaub eigentlich ausgemacht hat: viele Begegnungen, gute Gespräche, neue Kontakte, reichlich gutes Essen, viel Gelächter und die Erkenntnis, dass aus einer Idee langsam ein echtes Projekt werden kann.

    Nun aber heißt es erst einmal: Abschied nehmen.

    Und morgen heißt es dann:

    Bologna. Modena. Autobahn. Deutschland.

    Möge der Packmeister gnädig mit uns sein.