Su questa pagina troverete piccole marachelle, storie ed esperienze che ho vissuto personalmente nel corso della mia vita.
Sono ricordi che vi ruberanno un sorriso e che, forse, vi faranno anche riflettere.
La vita non è fatta soltanto di grandi avvenimenti. Spesso sono proprio i piccoli episodi, gli incontri inaspettati e le situazioni più curiose a rimanere per sempre nella memoria.
Sono fatti realmente accaduti, raccontati con affetto, ironia e con quel pizzico di umorismo che, anche nei momenti più complicati, mi ha spesso aiutato ad andare avanti.
Alcune storie parlano della mia giovinezza nelle Marche, altre dei miei primi anni in Germania, del lavoro, della famiglia, degli amici e di persone che non ho mai dimenticato.
Non tutti i ricordi sono perfetti e non tutte le situazioni sono state semplici. Ma, con il passare degli anni, molte esperienze possono essere osservate da una prospettiva diversa e, qualche volta, anche con un sorriso.
Per me l’umorismo è anche un modo positivo per stare insieme: aiuta a far sorridere gli altri, ad alleggerire le tensioni e, talvolta, persino a superare piccoli conflitti.
Perciò vi invito a entrare nel mio piccolo mondo dei ricordi.
Leggete, sorridete e forse, in qualche episodio, ritroverete anche un pezzetto della vostra vita.
🐕 1957 – Laika, l’influenza asiatica e l’appendicite
🩳 1958 – Il pantaloncino di nylon scomparso in Piazza del Popolo
⚽ 1961 – Nando, il centravanti con due scarpe sinistre
✋ 1961 – Lo schiaffo sulla pista da ballo
🕺 1962 – Il mio ultimo Carnevale a San Severino
🚉 1962 – Monaco di Baviera, Stazione Centrale: Binario 11
💃1962 – Allach, il tradizionale ballo di maggio e una valchiria
🕵️ 1962 – Moosach: tra riso soffiato e fotosegnalamento
🚌1962 – Quando il destino viaggiava nel bagagliaio
🛣️ 1972 – La svolta che cambiò la nostra vita – Parte 1
🛣️ 1972 – La svolta che cambiò la nostra vita – Parte 2
🚓 1973 – Nel mirino dei Carabinieri
🪰 1989 – Il ronzio delle mosche – Venerdì Santo nella cattedrale delle macchine
🥩 1991 – Quasi finiti sotto le ruote – come una cotoletta ci salvò il punto