Il percorso Hörlkofen–Forlì
Descrizione del percorso
Finalmente, dopo un anno di astinenza, torniamo sulla strada verso l’Italia – e, per la prima volta, viaggiamo con la nostra piccola principessa: bagaglio leggero, emozioni pesanti e programma naturalmente ottimista.
Prima tappa: da Hörlkofen a Castrocaro Terme, in Emilia-Romagna. Davanti a noi: 660 chilometri passando per Innsbruck, il Ponte Europa e il Brennero, poi giù verso sud lungo la E45. I cantieri di Kufstein, Innsbruck, Gries am Brenner e Brenner Bad ci rallentano con puntualità quasi svizzera. Tempo di viaggio, soste comprese: 9 ore e 15 minuti.
Il tratto più impegnativo ci aspetta tra Trento e Affi: il traffico rallenta, la pazienza si assottiglia, ma la gioia di essere di nuovo in Italia ci sostiene e ci spinge avanti. Poi arriva il contrattempo firmato personalmente dal sottoscritto: all’uscita imbocco per errore la corsia sbagliata e devo chiedere aiuto al citofono “intelligente” dell’autostrada. Una voce mi invita a spiegare il problema. Dico che voglio pagare il pedaggio. Alla domanda da dove sia entrato, rispondo: «681 Brennero». Poco dopo la sbarra si alza. Esco così, involontariamente, senza aver pagato. Per uno preciso come me è quasi una crisi morale, ma ormai non c’è più modo di rimediare: la sbarra ha deciso, il destino pure.
Guida assistita per il nonno
Il pedaggio autostradale non pagato non mi dà pace. Il nervosismo mi resta nelle ossa – così evidente che la nipote prende in mano la situazione. Ed ecco partire la guida assistita per il nonno: tecnologia di ultima generazione, pazienza inclusa e nessun abbonamento richiesto.
Verso le 20:20 arriviamo finalmente all’Hotel Belvedere di Castrocaro, dopo poco più di nove ore tra cantieri, code e deviazioni creative.
Mi domando ancora come abbiano fatto i proprietari a ottenere tre stelle. Il mistero resta irrisolto: ho soggiornato anche più a lungo in altri alberghi a tre stelle che, al confronto, sembravano vere dimore di lusso. Qui, invece, le stelle parevano essersi fermate solo per una breve visita.
Hotel Belvedere
Nel foyer c’era molto movimento e la situazione mi è sembrata insolita. L’ascensore era in pessime condizioni e ci hanno assegnato una camera in cui era vietato fumare, mentre nel bagno troneggiava un portacenere pieno di cicche: un dettaglio di coerenza alberghiera davvero memorabile. Da quel momento ho preferito non guardarmi più troppo intorno, ma ho scattato qualche foto, nel caso qualcuno volesse contestare il mio voto all’albergo, espresso su una scala da 1 a 10.
1 significa “da dimenticare”, 10 “da prenotare di nuovo”. Il mio voto è 1: da dimenticare, possibilmente senza bisogno di terapia.
Scarichiamo dall’auto soltanto l’indispensabile e gli oggetti più preziosi, poi ci mettiamo alla ricerca di un ristorante: dopo una giornata simile, anche una pizza ha il valore di un intervento di emergenza.
Lo troviamo verso le 21:30: la Pizzeria e Bruschetteria della Loggia. Lì ci aspetta il finale riconciliatore della giornata: una pizza buonissima, accompagnata da mezzo litro di rosso della casa e un litro d’acqua frizzante. Dopo autostrada, cantieri e albergo, finalmente qualcosa mantiene tutte le promesse.
Verso le 23:00 siamo di nuovo in albergo, stanchi ma sazi. Io, almeno, crollo sul letto e credo di raggiungere il paese dei sogni nel giro di dieci minuti – senza pedaggio, senza coda e senza bisogno del citofono.
Il nostro primo giorno in Italia è così trascorso tra piccoli ostacoli, molta fatica, una buona dose di pazienza e una lieve sbadataggine che, nei giorni successivi, si sarebbe trasformata in una vera Odissea. Ma questa, naturalmente, è un’altra tappa del viaggio.

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