Prima di presentarmi, vorrei fare una breve premessa. Ogni lingua cambia e si evolve con il passare degli anni, arricchendosi di nuove parole ed espressioni. Da quando, nel 1962, ho lasciato l’Italia, ho avuto poche occasioni di parlare regolarmente la mia lingua madre. Per questo motivo il mio italiano può talvolta sembrare legato al linguaggio di un tempo. Non ho però mai smesso di amarlo e di parlarlo ogni volta che ne ho avuto la possibilit
Sono nato nel 1943, in un periodo in cui il mondo attraversava una fase caotica e molto difficile. Trascorsi i miei primi anni di vita tra Roma e San Severino Marche. Furono anni segnati da incertezze, privazioni e tensioni familiari.
Trovai sicurezza, affetto e protezione soprattutto nei miei nonni paterni. In particolare, mio nonno divenne per me una figura fondamentale, quasi un eroe, come ogni ragazzo vorrebbe avere al proprio fianco.
Un periodo importante della mia vita fu quello trascorso negli istituti per ragazzi di Lanuvio e Ancona. Ciò che inizialmente sembrava essere un altro duro colpo si trasformò, invece, in un’occasione che decisi di non perdere e di sfruttare nel migliore dei modi.
Lì terminai gli studi, praticai sport e seguii una formazione come tecnico industriale, superando l’esame di Stato e conseguendo il diploma. Per la prima volta, l’incertezza si trasformò in una strada da percorrere.
Nel 1962 mi trasferii in Germania. L’inizio fu difficile: una lingua sconosciuta, un mondo diverso e una nuova vita da costruire, passo dopo passo.
Cominciai come operaio, ma in seguito trovai la mia strada nell’informatica. Grazie all’impegno, alla voglia di imparare e alla perseveranza, riuscii a crescere professionalmente e ad assumere responsabilità sempre maggiori.
Gli anni trascorsi alla BMW furono particolarmente importanti e formativi. Lì ricoprii incarichi tecnici di responsabilità e partecipai a numerosi progetti internazionali. Compresi quanto la dedizione, l’affidabilità e la disponibilità a imparare possano cambiare il corso di una vita.
Anche nella mia vita privata il cammino non fu privo di rotture, crisi e dolorosi nuovi inizi. Ma imparai che essere forti non significa essere indistruttibili. Essere forti significa riuscire ad andare avanti nonostante tutto.
Con il mio secondo matrimonio trovai finalmente stabilità, famiglia e la sensazione di essere arrivato al traguardo che avevo sempre desiderato.
Oggi, guardandomi indietro, non vedo un percorso lineare, ma un lungo cammino fatto di ostacoli, prove, nuovi inizi, errori, esperienze e gratitudine.
Se oggi qualcuno mi chiedesse chi sono, risponderei:
Sono una persona che ha dovuto sopportare molto, che ha imparato molto e che, nonostante i periodi più oscuri, non ha mai smesso di credere nella vita.
Da lui imparai la fermezza, la dignità e quella forza silenziosa che non serve soltanto a sopportare le difficoltà, ma soprattutto ad affrontarle con coraggio e determinazione.
Nonostante tutto, sono rimasto semplice e fedele ai principi e ai valori che mio nonno mi ha insegnato: rispettare le persone, la vita e il mondo che ci circonda.
Semplicemente, autenticamente e… Franco.

Con questa,foto ai suoi tempi avevo appena sedici mesi conquistai il cuore dei mie Nonni paterni
